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Last updateGio, 21 Feb 2019 7am

    

Una figura dinamica quella di Pennacchio, che è arrivato sorridendo e che con il sorriso accoglie chiunque varca la porta della curia o chi incontra per la città: “Sono così, forse non ho il physique du role del vescovo, ma il mio compito lo vivrò in modo naturale”.Platform Topanga Sz People Free Shoes Cap Espadrille 38 Toe q7Ut5tx

di Raffaele Vitali

FERMO – Ha scelto il giorno del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, per incontrare la stampa. Monsignor Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo, ha aperto le porte della sua casa al mondo dell’informazione “perché anche se non sono un grande comunicatore, so quanto sia necessario mandare il giusto messaggio. Dopo il mio arrivo mi sono sentito come l’asino in mezzo ai suoni”. La metafora ricalca un proverbio del sud Italia che dà il senso di chi si trova immerso in un mondo fatto di informazioni, di microfoni e taccuini. E così, microfoni, penne e tastiere le ha chiamate a raccolta. “Non vi chiedo altro che di rispettare la vostra deontologia, di ricercare la verità, almeno quella che appare, visto che una verità assoluta non ci appartiene. Del resto, chi legge sa si trova di fronte a qualcosa di mediato. Sta poi al lettore avere discernimento, ma a voi il rispetto della notizia con un lavoro trasparente e onesto”.

Quella trasparenza che servirà per raccontare la ricostruzione, come ricorda don Nicola Del Gobbo, direttore della Voce delle marche e responsabile dei rapporti con la stampa per la curai. Una ricostruzione che vedrà in prima linea anche l’arcivescovo Pennacchio. “Abbiamo 200 chiese, la gran parte inagibili. In accordo con il Governo e con il supporto della Cei, i vescovi più colpiti si stanno dando da fare. l’intento è quello di riaprire almeno una chiesa in ogni paese che non ha luoghi di culto utilizzabili” spiega Pennacchio. Che poi aggiunge: “Non è che si vuole privilegiare il bisogno religioso, ma che le comunità dell’entroterra la chiesa con le sue opere annesse sia un punto di riferimento sociale”.

Appena arrivato da Matera, l’arcivescovo scelse Amandola per la prima messa e domani sarà di nuovo ad Amandola per la festa del Beato Antonio. “Non bastano le visite, che sono il segno della vicinanza della comunità cristiana, ne sono conscio. L’impegno è proprio nel cercare di ripristinare le strutture”. Una molto amata, ma al vescovo ancora sconosciuta è l’eremo di San Leonardo, incastonato in mezzo ai Sibillini. Costruito da padre Pietro Lavini, il muratore di Dio caro a Papa Wojtyla, necessita di importanti interventi e soprattutto della messa in sicurezza: “Una realtà che non conoscevo, mi informerò e me ne interesserò subito”. Una figura dinamica quella di Pennacchio, che è arrivato sorridendo e che con il sorriso accoglie chiunque varca la porta della curia o chi incontra per la città: “Sono così, forse non ho il physique du role del vescovo, ma il mio compito lo vivrò in modo naturale”. In una reciproca collaborazione: “Non vi chiedo una informazione bigotta, ma rispettosa di chi crede. Questo nelal massima libertà del vostro lavoro” la conclusione prima della benedizione nel nome di San Francesco di Sales.

@raffaelevitali

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